Dislivello totale 1200 mt dal parcheggio del rifugio Tolazzi

Dislivello con partenza dal rifugio Lambertenghi Romanin 600 mt

Segnavia 144 dal parcheggio del rifugio Tolazzi fino al Rifugio Lambertenghi Romanin

La salita al monte Capolago essendo classificata come sentiero per escursionisti esperti presuppone una buona familiarità con ambiente di tipo alpinistico. In molti punti, infatti, la conformità del terreno cedevole e la presenza di canali detritici o di passaggi in cresta molto esposti, rendono l’ ascesa impegnativa sia dal punto di vista atletico che dal punto di vista sulla sicurezza.

La salita non richiede dotazioni particolari di materiale alpinistico, salvo casco e scarpone idoneo, in quanto non presenta, se non per un breve tratto (5mt) con passaggio di II grado, nessuna attrezzatura fissa alla quale ancorarsi.

 

 

 

 


Dal rifugio Lambertenghi Romanin seguendo la direzione Ovest si risale per un centinaio di metri un ghiaione, lungo tracce ben marcate, puntando alla base del versante SE del Capolago.


 

 

 

 

 

 

L’attacco della salita si presenta come un canale detritico appoggiato che risale per 70 metri fino a dei prati di alta quota molto ripidi dove però i vari passaggi di escursionisti hanno lasciato una buona traccia per la percorrenza.

Superati i prati si ritorna su rocce stabili che ben presto lasciano spazio all’attraversamento di un altro canale molto ampio percorribile attraverso una cengia che volge verso Nord.

Superato il canale si continua, su rocce più stabili, nella medesima direzione fino al raggiungimento di una piccola sella. Evitando quest’ultima si volge in direzione Sud imboccando un impluvio caratterizzato da rocce levigate dal passaggio dell’acqua facilmente aggirabili puntando la cresta dell’antecima del monte.

Uscendo dall’ impluvio si incontra il tratto di scalata precedentemente descritto come di II grado al quale è fissato il classico cavo da ferrata da considerarsi  poco affidabile ma che è comunque tranquillamente evitabile risalendo in arrampicata leggermente più a sinistra.

Si prosegue sulla linea di cresta dell’antecima con un ultimo tratto aereo con forte esposizione, dove è opportuno prestare molta attenzione, per poi scendere di alcuni metri su una forcella che collega la salita alla cima vera e propria. A questo punto si continua su un nuovo canale detritico, ma abbondantemente protetto per 30 metri, per trovarsi poi sulla cresta finale, anche questa caratterizzata da terreno instabile ma meno esposto, che conduce alla vetta.

Molto suggestiva dalla vetta la visione dell’ enorme catino formato dalla catena dei monti Volaia ad Ovest ed il massiccio del monte Coglians ad Est con ai suoi piedi il passo Volaia, il rifugio Lambertenghi Romanin ed il lago Volaia.

 

 

 


Un panorama a 360 gradi che ricompensa sicuramente per tutto l’impegno provato in salita.


 

 

 

Tempi di percorrenza dal rifugio Lambertenghi Romanin 2.00 ore;

dal parcheggio del rifugio Tolazzi 4 ore.