Love Volaia

 

Il Concorso Fotografico è a partecipazione gratuita ed è rivolto a tutti i fotografi, professionisti o dilettanti, sensibili alla natura e all’amore. Per celebrare il fantastico panorama del lago Volaia, abbiamo pensato ad una collezione delle migliori foto fatte durante le vostre escursioni. Tutte le foto dovranno avere come motivo la zona del lago Volaia e del Rifugio Lambertenghi e dovranno immortalare un momento di affetto tra amici o familiari, con un amico a quattro zampe, di una coppia appena sbocciata o di una nel pieno della sua fioritura

 


 

in palio tre premi

 


 

 

1° Premio una notte in rifugio per 2 persone

 Premio un pranzo o cena in rifugio

 Premio una maglietta del rifugio

 

 

 

Le fotografie possono essere caricate dal 28/03/2018 al 25/08/2018 e le votazioni possono essere effettuate fino al 15/09/2018.

 

I diritti sulle fotografie pubblicate resteranno dell’autore, il rifugio Lambertenghi non intende utilizzare le foto per altri scopi se non per il concorso fotografico.

 

 

 

 

No photo has been submitted for the contest. Be the first!

La partecipazione al concorso è gratuita e aperta a tutti coloro che, siano essi di qualsiasi nazionalità, abbiano compiuto il 18° anno di età al momento dell’iscrizione.

Il presente concorso non è soggetto ad autorizzazione ministeriale ai sensi del D.P.R. n. 430 del 26/10/2001, articolo 6.

1 – PARTECIPAZIONE E ISCRIZIONE AL CONCORSO FOTOGRAFICO 

La partecipazione è subordinata all’iscrizione che dovrà essere effettuata compilando l’apposito form nel momento stesso in cui viene caricata la foto all’interno del sito www.rifugiolambertenghi.it
Le fotografie possono essere caricate dal 28/03/2018 al 25/08/2018 e le votazioni possono essere effettuate fino al 15/09/2018.

2 – TEMA DELLE FOTOGRAFIE. 

Tutte le foto dovranno avere come tema la zona del lago Volaia e del Rifugio Lambertenghi, dovranno immortalare un momento di affetto tra amici, con un amico a quattro zampe, di una coppia appena sbocciata o di una nel pieno della sua fioritura.

Le foto devono rientrare in una delle seguenti categorie:
Paesaggio, Ritratto, Naturalistica.  

Ogni utente può inviare 3 fotografie.

Le fotografie caricate verranno pubblicate sul sito previa approvazione dell’Amministratore allo scopo di evitare immagini offensive o lesive della sensibilità comune. Il giudizio dell’Amministratore è insindacabile. Nel caricamento è obbligatoria la compilazione di ogni campo.

3 – INVIO DEL MATERIALE FOTOGRAFICO 

I file delle immagini possono essere nel formato JPEG, PNG e GIF; non sono ammessi altri formati.
Il file deve essere al massimo di 1,5 MB.

4 – USO DEL MATERIALE DIGITALE INVIATO 

Ogni autore, titolare di tutti i diritti sui propri originali, è personalmente responsabile delle opere presentate. Ogni autore conserva la proprietà delle foto inviate al concorso. Quanto espresso per le fotografie sull’utilizzo e la paternità dell’opera vale anche per ogni altro materiale inviato in formato digitale.

Ogni partecipante è responsabile civilmente e penalmente delle proprie opere, sollevando Rifugio Lambertenghi da ogni responsabilità, anche nei confronti di eventuali soggetti raffigurati nelle fotografie. Il concorrente dovrà informare gli eventuali interessati (persone ritratte) nei casi e nei modi previsti dall’art.10 della legge 675/96 e successiva modifica con D.Lgs. 30 giugno 2003 n.196, nonché procurarsi il consenso alla diffusione degli stessi, pena l’esclusione dal concorso. In nessun caso le immagini inviate potranno contenere dati qualificabili come sensibili. Ogni partecipante dichiara di possedere tutti i diritti sugli originali, sulle acquisizioni digitali e sulle elaborazioni delle fotografie inviate. Quanto espresso per le fotografie su diritti e responsabilità dell’opera vale anche per ogni altro materiale inviato in formato digitale (testi, disegni, animazioni, ecc.).

5 – DIRITTI E RESPONSABILITÀ DEI PARTECIPANTI 

Tutti possono votare registrandosi. Ogni votante non può votare più di una volta ogni fotografia. I fotografi possono partecipare alla votazione.

6 –VOTAZIONI 

I risultati del Concorso fotografico saranno pubblicati on line in apposita sezione.
Ai vincitori sarà inviata comunicazione via email.
I premi assegnati avranno puro valore simbolico.

7 – PREMIAZIONE 

La partecipazione al concorso implica l’accettazione incondizionata delle norme contenute nel presente regolamento.

8 – ACCETTAZIONE DEL REGOLARMENTO E DELLE SUE CONDIZIONI 

Si informa che in conformità a quanto deliberato dall’art. 10 della legge 675/96, “Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali” e successiva modifica con D.Lgs. 30 giugno 2003 n.196, i dati personali forniti dai concorrenti con la compilazione della scheda di iscrizione, raccolti e trattati con strumenti informatici, saranno utilizzati per individuare i vincitori e per identificare gli autori delle fotografie nelle varie occasioni in cui queste saranno esposte o pubblicate e per le comunicazioni relative al concorso stesso.

9 – Informativa D.Lgs 196/2003 sul trattamento dei dati personali 
Il concorrente ha il diritto di accedere ai dati che lo riguardano e di esercitare i diritti di integrazione, rettifica, cancellazione ecc. garantiti dall’art. 13 della sopra citata legge.
Il conferimento dei dati ed il consenso al relativo trattamento sono condizioni necessarie per la partecipazione al concorso.

 

 

 

 

foto di copertina Gabriele Bano

Written by Alex

Written by Alex

Corso d’arrampicata from ZERO to HERO

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Il corso si svolgerà dal 14 al 17 giugno 2018

un corso intensivo di arrampicata che si sviluppa in 4 giorni

 

 

 


 

 

Vuoi imparare a scalare su  roccia? Il corso di arrampicata ti permette di apprendere la tecnica di arrampicata su roccia, imparare le manovre di corda di arrampicata sportiva, di acquisire una tecnica di arrampicata efficace e sicura, aiutati e motivati anche da esercizi propedeutici.

Inizierai a scalare con la corda dall’alto, in termine tecnico „top rope“, in completa sicurezza, dove non esiste rischio di caduta, per poi arrivare, a provare a salire intinerari da primo di cordata, con tutte le strategie e sicurezze.

 

 

 


 

 

 

 

 

Il corso si svolge in quattro giorni

sotto la direzione della guida alpina Marco Milanese:

 

 

giovedì 14 giugno

introduzione corso e spiegazioni dei materiali, prova di arrampicata,

catena di sicurezza e uso attrezzatura in top rope

 

 

venerdì 15 giugno

tecnica di base di arrampicata, modelli motori e esercizi

 

 

sabato 16 giugno

scalata da primo di cordata, tecniche di assicurazione e progressione

 

 

domenica 17 giugno

ripasso di tutti i giorni precedenti e scalata in un settore diverso / falesia più a valle

 

 

 

 

Quale miglior modo per iniziare ad arrampicare se non in montagna?

dove tutto ebbe inizio? cullati dalla cordialità di un bel rifugio.

 

 

Il programma puo subire variazioni a causa del tempo.

In presenza di piu di un giorno di pioggia assicurata l’evento verrà annullato


 

 

 il costo del corso è di 170,00 euro minimo 5 iscritti

il costo della mezza pensione è di 38,00 euro

per info e prenotazioni: info.lambertenghi@gmail.com

 

 

 


Materiale necessario:

zaino (vestiti a cipolla, giacca e materiale per stare in rifugio), scarpe da trekking, casco, imbrago, scarpe da arrampicata.

Per chi non possiede il materiale verrà fornito dall’organizzazione. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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stella nera

Written by Alex

Il Sentiero Spinotti

Dal Rifugio Lambertenghi si scende seguendo il sentiero numero 144 fino a raggiungere il pianoro che precede l’ex caserma della finanza; da qui si prosegue verso sinistra( segnavia numero 145) lungo un  traverso che passa sotto le pareti della Torre Carla Maria fino ad arrivare all’attacco del Sentiero Spinotti. Il primo tratto è caratterizzato da un breve camino che si percorre risalendo una scaletta in legno di circa 15 m. Proseguendo  si raggiunge poi uno spigolo esposto ma protetto da un corrimano di sicurezza, che offre una bella panoramica su Collina e che consente l’accesso ad alcune cenge e gradoni. Tutto il percorso è   assicurato da fittoni e cavi metallici; la vista panoramica è delle più maestose e ci accompagna  per tutto lo sviluppo del sentiero. Dopo aver superato le difficoltà il sentiero si dispiega lungo dei tornanti erbosi per risalire poi una piccola cresta con vista panoramica sul parcheggio del Rifugio Tolazzi. Ci si addentra quindi in un piccolo canalone detritico sino a raggiungere un passaggio su placca agevolato da alcuni scalini in legno (prestare molta attenzione nei mesi non caldi in quanto la presenza di ghiaccio potrebbe rendere difficoltoso il passaggio). Proseguendo lungo l’ultimo tratto di salita si raggiunge il Coston Stella. Da questo punto inizia un lungo tratto fatto di saliscendi che passando attraverso un prato cosparso da grandi massi di calcare, ci porta nel Vallone della Plote e poco più avanti all’attacco della via normale per il Monte Cogliàns. Si prosegue quindi sempre verso Est per poi, superato un ulteriore vallone, risalire leggermente  sino a raggiungere l’ultimo crinale che in breve porta al Rifugio Marinelli.

Volendo accorciare la discesa, nel tratto in cui si incontra la via normale  di salita al Monte Cogliàns, si può scendere verso i prati che si trovano sulla destra. Si percorre quindi un lungo tratto in mezzo a vegetazione fitta sino ad arrivare alla strada che scendendo dal Rifugio Marinelli passa affianco alla Malga Moraretto.  Raggiunta questo’ultima in venti minuti si arriva al rifugio Tolazzi.

 

 

 

 

Written by Alex

In Vetta al Monte Rauchkofel (2460)

Dal Rifugio Lambertenghi-Romanin si procede, percorrendo solo pochi metri di dislivello, verso il Passo Volaia  dal quale è possibile ammirare un magnifico panorama che spazia dal lago Volaia al monte Rauchkofel il quale si presenta come una grande piramide verde. Scendendo dal passo si costeggia la riva destra del lago sino ad arrivare all’imbocco di una stretta valle fiancheggiata, a destra, dalla maestosa parete del Lastron del Lago e, a sinistra, dall’avancorpo di roccia  rossastra del monte Rauchkofel (segnavia 403). Risalita la valle si giunge alla sella del Valentin Torl per poi deviare a sinistra sul sentiero numero 437. Dopo aver superato un passaggio leggermente verticale facilitato da 3 pioli, in circa 15 minuti si raggiunge un pascolo pianeggiante. Si prosegue quindi verso sinistra per poi portarsi sul versante Sud del monte Rauchkofel (segnavia 438). Percorsa una serie di tornanti su prato leggermente ripido si giunge ad una piccola sella che separa l’anticima dalla vetta principale. Quest’ultima, situata poco più avanti, é preceduta nel tratto finale da un passaggio su facili roccette dotato di cavo metallico. Una volta giunti in vetta è possibile godere di una vista spettacolare sulla Val Valentina, sulla Valle del Gail, sul Lago Volaia e sulla maestosa parete Nord del monte Coglians.

Per la discesa si consiglia di seguire il segnavia 438 che, dopo la prima parte comune con la via di salita, si snoda dolcemente attraverso prati e pascoli fino a raggiungere il rifugio austriaco Wolayersee Hutte e il Lago Volaia.

Dislivello: m. 500

Tempo di percorrenza: ore 3

 

 

 

 

 

Written by Alex

Maderkopf, tramonti d’oltralpe

scritto da Omarut

Partire nel tardo pomeriggio alla volta di una nuova cima, per nutrirsi di aria buona e della calda luce del tramonto non è una cosa sicuramente consigliabile, ma è un modo di vivere la montagna che mi affascina particolarmente.

L’arrivo della sera mette termine alla giornata, ai flussi turistici delle persone, all’agitazione degli animali; le brezze che spirano costantemente sulle quote durante il giorno la sera incredibilmente si quietano, tutto tace. E’ forse un mutismo indotto dallo spettacolo del sole che valica le cime verso occidente, quando le ombre sulle pareti si ingigantiscono e ti fanno sentire piccolo piccolo, le ultime luci ti dicono quali sentieri percorrerai nei prossimi tempi, le depressioni si scuriscono, le creste si infuocano.

 

 

 

 


Esser qua in questi attimi è come bussare direttamente alle porte del Paradiso.


 

 

 

Migrare per creste nel sole serotino amplia la propria mente e i pensieri hanno la possibilità di vagare rimbalzando fra te e le dorsali che ti si parano davanti

Salgo per l’ennesima volta quest’anno il sentiero che porta al passo di Volaia, la temperatura è mite ma l’umidità mi fa grondare la fronte, colpa anche del ritmo che ci imponiamo assieme a Max.

Il passo spedito ci porta su al rifugio Lambertenghi in una quarantina di minuti. Entriamo dagli amici per dire che preparino una pasta anche per noi, sulla via del ritorno e ci dirigiamo, dopo una sbirciatina alla carta Tabacco, verso il lago di Volaia e il VolayerSee Hutte (da quest’anno pare non si chiami più Edward Pich Hutte per vicissitudini naziste o cose simili). Comunque sia del rifugio austriaco, anche se dal nuovo nome, non ci interessa nulla, oggi vi transitiamo solo davanti e proseguiamo oltre sempre spediti inseguendo l’intento, più mio che di Max, di salire alla cima del Maderkopf, un cimotto verde retrostante alla conca del lago che pare a portata di mano.

Del Maderkopf ho letto parecchio sulle cronache del 15-18, lì infatti giaceva un villaggio alpino, i rincalzi austroungarici delle prime linee, lì giacevano gli obici che battevano gli italiani e lì arrivavano le nostre caramelline d’artiglieria dal Monte Gola sopra Collinetta.

La cartina riportava una traccia che, in teoria, taglia tutto il versante Ovest delle pendici del Rauckofel per guidare direttamente alla cima prescelta. In verità ci troveremo a dover salire fin quasi ai ghiaioni che scendono dalla cima del Rauckofel stesso prima di poter abbozzare una traversata per evitare la profonda gola con salti di roccia che scende alle spalle del Wolayersee Hutte.

I prati si distendono, le distanze aumentano, continuiamo a macinare passi ma pare di esser fermi, seppure in un posto stupendo. Stiamo salendo il sentiero che si inerpica sui segnavia del Geotrail, must del posto, bibbia all’aperto di fossili ed ere geologiche.

Finalmente, dopo l’ennesima rampetta di erba, cielo e roccia sbuchiamo su un pianoro che offre la possibilità di traversare in quota verso l’inizio delle creste erbose del Maderkopf; non perdiamo l’opportunità e fra incredibili macchie di neve ancora persistenti, guadagniamo la successiva dorsale.

E’ sul far del tramonto che per un attimo mi divido da Max e sbuco da una piccola forcella affacciata sulla valle a Nord che sprofonda verso l’interno dell’Austria e lui sta lì, robusto sulle zampe, imperioso nel suo essere il Re indiscusso di questi prati. Un esemplare di camoscio come forse non ne avevo mai visti, possente. Cerco di chiamare l’amico ma è scomparso poco prima come sta per dileguarsi l’ongulato che ho davanti. Non faccio a tempo nemmeno a cavar la fotocamera dalla custodia che con 2 forti sibili, dei salti che nemmeno il campione del Mondo di salto in lungo potrebbe, rasenta rocce e precipizi sul baratro e perde velocemente quota allontanandosi. Quanta eleganza in questo incedere. Pura invidia la mia, come quella di Max un attimo dopo.

 

 

 

 


Incontri spettacolari


 

 

 

 

 

Adesso il procedere è diretto verso la vetta che si staglia ad Ovest, le larghe creste sono butterate dai ricordi delle granate ma l’erba alta e i rododendri si sono ripresi i loro spazi naturali. Delle opere belliche restano i segni di una mulattiera e il pavimento dei baraccamenti, solo occhi allenati però riescono a scovare queste stantie tracce del tempo che fu.

La Scozia dev’essere simile a qua, o le Carniche devono essere simili alla Scozia. Rocce distrutte dal tempo, gonfie di licheni, con laghetti che qua e la spuntano un pò ovunque.

Sulla cima c’è solo un tondino di ferro rosso, la sommità è traforata da un fortino che sta cedendo, un autoscatto e uno sguardo all’orologio. 1.45h per raggiungere la cima austriaca.

Tempo di rientro, al rifugio ci aspettano. Senza troppi convenevoli prendiamo la via di discesa diretta verso la strada della Wolayer Alm.

Divalliamo su terrazzamenti erbosi inspiegabili. Passiamo accanto a una antica costruzione rurale, resiste in piedi solo parte di un recinto in legno, attorno solo prati e silenzi.

Più giù le mucche e i loro ridondanti campanacci ci accompagnano nella risalita della strada di servizio al rifugio del lago, passa veloce anche questo tratto parlando del più e del meno. Quassù stress e tempi stretti non arrivano.

In Italia c’è freddo e nebbia, sembra che le nuvole capiscano dove sta il confine.. Ma tanto noi ci tiriamo nel caldo abbraccio del rifugio Lambertenghi, dove la compagnia ci aspetta così come una buona cena e relative bevande..

Abbandoneremo a malincore il caldo rifugio e la bella compagnia, scenderemo notte tempo, con la tonda luna stesa su un gruppo di calme nuvolette impigliate alla parete Nord del Siera.

Una maniera per vivere la montagna anche questa, forse la più genuina e speciale.

Omarut e Max

INFO UTILI: La salita al Maderkopf può essere effettuata dall’Italia posteggiando al Rif. Tolazzi dopo l’abitato di Collina di Forni Avoltri. Da qui il sentiero CAI 144 porta al Rifugio Lambertenghi-Romanin e al vicinissimo Passo di Volaia dov’è incastonato lo splendido ed omonimo lago. Costeggiando la riva sinistra si raggiunge il rifugio Volayer See Hutte e da qui, sulla destra, si prende il sentiero diretto al Monte Rauckofel mantenendo la sinistra al primo bivio (indicazioni Geotrail gialle). La carta tabacco segnala erroneamente la presenza di una traccia verso la dorsale del Maderkopf che già si staglia verso Ovest.. Tuttavia toccherà salire fino circa a quota 22oo per poter attraversare verso le dorsali erbose che portano alla cima. Si prosegue lungo le creste, a volte seguendo le vecchie mulattiere di guerra e le tracce degli animali in lungo saliscendi. La cima fa circa 2120m di quota. Tempo CAI indicativo 4 ore – difficoltà E.

 

 

 

 

Written by Alex

Monte Capolago 2554 m slm – via normale

 

Dislivello totale 1200 mt dal parcheggio del rifugio Tolazzi

Dislivello con partenza dal rifugio Lambertenghi Romanin 600 mt

Segnavia 144 dal parcheggio del rifugio Tolazzi fino al Rifugio Lambertenghi Romanin

La salita al monte Capolago essendo classificata come sentiero per escursionisti esperti presuppone una buona familiarità con ambiente di tipo alpinistico. In molti punti, infatti, la conformità del terreno cedevole e la presenza di canali detritici o di passaggi in cresta molto esposti, rendono l‘ ascesa impegnativa sia dal punto di vista atletico che dal punto di vista sulla sicurezza.

La salita non richiede dotazioni particolari di materiale alpinistico, salvo casco e scarpone idoneo, in quanto non presenta, se non per un breve tratto (5mt) con passaggio di II grado, nessuna attrezzatura fissa alla quale ancorarsi.

 

 

 

 


Dal rifugio Lambertenghi Romanin seguendo la direzione Ovest si risale per un centinaio di metri un ghiaione, lungo tracce ben marcate, puntando alla base del versante SE del Capolago.


 

 

 

 

 

 

L’attacco della salita si presenta come un canale detritico appoggiato che risale per 70 metri fino a dei prati di alta quota molto ripidi dove però i vari passaggi di escursionisti hanno lasciato una buona traccia per la percorrenza.

Superati i prati si ritorna su rocce stabili che ben presto lasciano spazio all’attraversamento di un altro canale molto ampio percorribile attraverso una cengia che volge verso Nord.

Superato il canale si continua, su rocce più stabili, nella medesima direzione fino al raggiungimento di una piccola sella. Evitando quest’ultima si volge in direzione Sud imboccando un impluvio caratterizzato da rocce levigate dal passaggio dell’acqua facilmente aggirabili puntando la cresta dell’antecima del monte.

Uscendo dall‘ impluvio si incontra il tratto di scalata precedentemente descritto come di II grado al quale è fissato il classico cavo da ferrata da considerarsi  poco affidabile ma che è comunque tranquillamente evitabile risalendo in arrampicata leggermente più a sinistra.

Si prosegue sulla linea di cresta dell’antecima con un ultimo tratto aereo con forte esposizione, dove è opportuno prestare molta attenzione, per poi scendere di alcuni metri su una forcella che collega la salita alla cima vera e propria. A questo punto si continua su un nuovo canale detritico, ma abbondantemente protetto per 30 metri, per trovarsi poi sulla cresta finale, anche questa caratterizzata da terreno instabile ma meno esposto, che conduce alla vetta.

Molto suggestiva dalla vetta la visione dell‘ enorme catino formato dalla catena dei monti Volaia ad Ovest ed il massiccio del monte Coglians ad Est con ai suoi piedi il passo Volaia, il rifugio Lambertenghi Romanin ed il lago Volaia.

 

 

 


Un panorama a 360 gradi che ricompensa sicuramente per tutto l’impegno provato in salita.


 

 

 

Tempi di percorrenza dal rifugio Lambertenghi Romanin 2.00 ore;

dal parcheggio del rifugio Tolazzi 4 ore.

 

 

 

 

Written by Alex

Concorso Fotografico

Il Contest Fotografico è un concorso fotografico a partecipazione gratuita rivolto a tutti i fotografi, professionisti o dilettanti, sensibili alla natura. Per celebrare il fantastico panorama del lago Volaia, abbiamo pensato ad una collezione delle migliori foto fatte durante le vostre escursioni, tutte le foto dovranno avere come tema la zona del lago Volaia e del Rifugio Lambertenghi (ammesse anche zone come: sentiero Spinotti, Val Valentina, passo Giramondo)

 


In palio ci sono 3 premi


 


1° Premio una notte in rifugio per 2 persone
 Premio buono per partecipare al corso fotografico
 Premio un pranzo o cena in rifugio


 

I diritti sulle fotografie pubblicate resteranno dell’autore, il rifugio Lambertenghi non intende utilizzare le foto per altri scopi se non per il concorso fotografico.

 

 

 

 

foto di copertina di Federica Gortani

Written by Alex

Dalla Val Valentina al Rifugio

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Una interessante traversata, si partirà dalla Plöken Haus, posta sul dal versante austriaco a 250 m di dislivello più in basso, del passo del Passo Monte Croce Carnico (1360 m). Percorre integralmente la Val Valentina, ben conosciuta dagli sci alpinisti, che si sviluppa con andamento est-ovest subito a ridosso del confine italo-austriaco,

 

 

 


sotto le imponenti pareti Nord della catena che va dalla Creta di Collina, Cjanevate e Coglians.


 

 

Questa spaziosa vallata si chiude alla Valentin Törl (2138m), passaggio che la mette in comunicazione con l’alta valle di Volaia.

 

 

Parcheggiato l’auto di fronte alla Plöken Haus (1215m), si imboccherà il sentiero 403 che ben presto si inoltra nel bosco e che con andamento di saliscendi porta alla Valentin Alm, 1220 m (raggiungibile anche in auto). Sempre seguendo il 403, si percorrerà lungamente la stradina sterrata che conduce alla Obere Valentin Alm (1540 m) una Casera privata, con fontana e panchina panoramica. Dalla casera si proseguirà verso la parte alta della valle. Di fronte si avrà il Rauchkofel, a destra il Mooskofel con il Gamskofel, ma ad impressionare sarà la lunga sequela di pareti, canaloni e guglie del versante nord delle Cjanevate-Coglians, con ancora qualche residuo nevoso alla base delle pareti al posto degli anticho ghiacciaio Eiskar. Giunti alla Valentin Törl, 2138 m, il sentiero 403 prosegue scendendo al Lago Volaia, ma se avete ancora voglia di fare due passi per un bellissimo panorama, una traccia segnalata sulla destra, sentiero 437, punta dritto ad un breve canalino attrezzato con un cavetto e quattro staffe, salito, si giungerà ad un prato con mucche al pascolo… da qui in 40 minuti sarete in cima al Rauchkofel, con un ultimo passaggino con un cavo di sicurezza finale. Scendendo si prenderà il sentero 438, già incrociato all’altezza dei pascoli, che porta al rifugio Edward Pichl Hütte (1959 m), proseguendo verso il rifugio Lambertenghi affiancando il lago Volaia.

 

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Written by Alex

Menu

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Unsere Küche ist einfach und traditionellen mit Produkten aus der Region und mit Qalität.
Unsere Absicht ist Rohstoffe von lokalen Produzenten zu verwenden, um die lokale Wirtschaft zu unterstützen und mit hochwertigen Produkten zu kochen.
Die Gerichte die wir anbieten sind:
Polenta und Frico
Gemüsesuppe
Nudeln mit Fleischsauce
Nudeln mit Knoblauch, Öl und Pfefferoni
Cjarsons (süssauere Ravioli)

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stella nera

Written by Alex

Info und Reservierungen

 

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Listenpreis:

  • Halbpension : 45 €
  • Halbpension Mitglieder CAI und Alpenverein : 40 €
  • Halbpension für Gruppen mit mehr als 10 Mitgliedern: 40 €
  • Halbpension für Kinder unter 12 Jahren: 25 €
  • Halbpension für Kinder unter 6 Jahren: 0 €
  • Elternpacket: 40 €
  • nur Übernachtung: 17 €

Prenotazioni

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  • 1
  • 2
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Tel. 0433 786074

info.lambertenghi@gmail.com

 

 


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Die Hütte ist geöffnet von Juni bis Ende September

 


 

 

 

 

 

 

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ASSOCIAZIONE CULTURALE DI PROMOZIONE SOCIALE „CRETZ“

Via Plozner Mentil, 52 – 33026 Paluzza (UD)

p.iva e c.f. 02697560304

 

Written by Alex

Menù

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La nostra è una cucina semplice alla riscoperta dei sapori della tradizione.

Il nostro intento è di utilizzare materie prime provenienti da produttori locali, principalmente del territorio carnico ma più in generale del Friuli, al fine di sostenere l’economia locale ma anche di cucinare con prodotti di qualità.

Tra i principali piatti che vi invitiamo a degustare vi sono sicuramente la polenta fatta con la farina Socchievina, la pasta aglio olio e peperoncino preparata con peperoncini coltivati nella nostra zona, il frico cucinato utilizzando formaggi della latteria di Gemona e le carni provenienti da macellerie carniche.

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Written by Alex

Die Zimmer

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Die Hütte verfügt über mehrere helle und gemütliche Zimmer und ein Schlafsaal im Dachgeschoss. In jedem Zimmer finden Sie Kissen und Decken. Über Nacht ist es jedoch wichtig, eine Decke oder Schlafsack zu haben. Alternativ stellen wir Folienbeutel ( Einweg kostet 5 €) zur Verfügung.

Die Anordnung der Betten ist die folgende:

  • 1 Doppelzimmer
  • 2 Zimmer mit 4 Etagenbetten
  • 3 Schlafzimmer mit 6 Betten (2 Einzelbetten + 4 Etagenbett )
  • 1 Schlafsaal mit 11 Betten (3 Einzelbetten + 8 Etagenbett)
  • 1 Schlafsaal mit 11 Betten (10 Etagenbett + 1 Einzelbetten)
  • 1 Schlafsaal mit 14 Betten (12 Etagenbett + 2 Einzelbetten)
  • 1 Schlafsaal mit 30 Etagenbetten
    für insgesamt 94 Betten.

Die Toiletten befinden sich auf jeder Etage.

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Written by Alex

Der Speissesaal

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Der Speisesaal ist warm und komfortabel, er liegt auf der ersten Etage und verfügt über neunzig Sitzeplätze , eine Bar und eine Vitrine für Desserts.
In den wärmeren und leicht windigen Tagen, kann man draußen auf der angrenzenden Terrasse speisen oder einen Moment der Entspannung auf den Liegestuhl genießen.

 

 

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Written by Alex

Die Berghütte

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Karnischer Höhenweg KHW 403

Die Hütte liegt am Wolayer Pass, an der Grenze zu Österreich, das Land der heftigen Kämpfen im Zweiten Weltkrieg, hat sich mittlerweile zu einem der beliebtesten Ziele der friaulischen Berge.
Es wurde 1935 mit der Renovierung eines Militärgebäude aus dem Ersten Weltkrieg von Antonio Del Regno, der vorausschauend gedacht und diesen Ort touristisch interessant für Wanderergemacht .
Bei seinem Tod setzten die Erben das Geschäft, bis in die späten 70er Jahre fort, bis dann die Gemeinde von Forni Avoltri diese gekauft und restauriert hat. Bis sie im Jahre 1982 neu eröffnet wurde.
In den folgenden Jahren hat es eine weitere Modernisierung gegeben. neuer Generator, sowie Windgenerator, der die Produktion von Elektrizität sichern.



Wenn Sie die Natur und die Ruhe Zuflucht lieben ist die majestätischen Umgebung von Lambertenghi der richtige Ort für Sie.


Eine Seilbahn, die den Transport von Material zur Hütte ermöglicht. Die Abfahrt der Seilbahn befindet sich nahe dem Parkplatz an der Hütte Tolazzi, auch erreichbar mit dem Bus 12 Meter . die Hütte ist gewidmet Leutnant R. Lambertenghi und Romanin Lieutenant, die gemeinsam im Juni 1915, im Zuge der Aktion für die Eroberung des Volaia Pass fielen. Die Hütte ist der Ausgangspunkt für die anspruchsvollsten Wanderungen auf dem Coglians Bergkette, die die höchste in der Region Friaul-Julisch Venetien ist. Ein Aufenthalt von einer Nacht ist nicht genug, um die Vielzahl der möglichen Ausflüge zu befriedigen.
Für erfahrene Kletterer, von Norden Klettern (Klettersteig) auf die Hohe Warte ist die klassische, aber der Aufstieg zu Seekopf, Kanal, Sasso Nero und dem nördlichen Chianevate ist nicht zu verachten.

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Unser Lokal

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Beim Eintreten gelangt man in die Bar und die anliegende kleine Stube. Das knisternde Feuer des Ofens wird Ihnen immer seine milde Wärme, Gemütlichkeit und Gastfreundschaft bieten.
Wer sich nur einen einfachen Kaffee gönnen wünscht, kann sich auch an der Theke sitzen.
Unsere Empfehlung den Besuchern: geben Sie sich ein bisschen Zeit, um die historischen Ansichten der Hütte und des Dorfes Forni Avoltri zu betrachten, die uns die Enkelin des verdienstvollen alten Fotografs Gino Del Fabbro freundlich geschenkt hat.

 

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Hohe warte Nordwand-Klettersteig

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Hohe warte Nordwand-Klettersteig
Der herrliche Aufstieg zum Gipfel der Hohen Warte (2.780 m) ist hier in zwei Tagen verteilt. Aus der Berghütte Tolazzi (1350m/ Parkplatz) erreicht man am ersten Tag die Lambertenghi-Romanin Berghütte (1,30 Std.– 1970 m), wo übernachten kann.
Am folgenden Tag überquert man den Wolayer Pass, nimmt den südöstlichen Weg und steigt eine felsige Rinne hinauf, etwas von den Überresten eines kleinen Gletschers bedeckt.
Hier verlässt man den Weg, der nach der Scharte Valentintörl links führt, und steigt durch Kiese und Gerölle nach rechts bis zum Wandfuß hinauf, wo die Markierung blau-weiß zeigt den Beginn des Klettersteiges (2250 m).


DER KLETTERSTEIG

Der Weg geht direkt hinauf, durch eine senkrechte Kante und verschiedene ausgesetzten aber gut gesicherten Rillen.
Durchquert dann eine sehr geneigte (60°) und glatte Platte: die Platte ist meistens nass und, trotz einiger kleinen Kerben für die Füße, erfordert Kraftaufwand und total Schwindelfreiheit (Unterschrift des Wegebuchs).
Kletternd nach einer echt alpinistischen Route (Schwierigkeit D+) geht man weiter bis zur Überquerung eines schmalen Schuttbandes.
Pausenlos stiegt der Weg weiter durch einige felsigen Verschneidungen und Kamine hinauf, die ein angenehmes Fortschreiten erlauben, auch ohne das Drahtseil zu benutzen.
Hier kommt man auf einem Absatz und links hebt sich der Gipfel (1 St.). Nach dem ersten aufwändigen Abschnitt gewährt die Terrasse eine Pause. Das Drahtseil zeigt manche Unterbrechungen.
Jetzt lässt der Weg fast vertikale Striche auf festem Fels und flachere Striche auf instabilen Felsen und Kiesen (Achtung für nachfolgende Bergsteiger!) aufeinander folgen und erlaubt hie und da auch ohne Hände fortzusetzen.
Nach einer kurzen Strecke von Weg führt die Route schnell zum Grat, viel oder weniger senkrecht aber immer auf festem Fels.
Der Klettersteig geht um den oberen Grat anfangs links und dann rechts zeigend eine atemberaubende Aussicht der unten liegenden Lambertenghi-Romanin Hütte und des Forni Avoltri Tals. Kurz weiter kann man einen großen Wand mit einem Überhang von 500 m bewundern!
Den dünnen Grat entlang (Grenzlinie Italien-Österreich), führt endlich die Route relativ bequem bis zum Gipfel, wo noch Schützengrabenreste sichtbar sind.


 

ABSTIEG

a) Abstieg über den südseitigen Normalweg anfangs auf einfachen Felsen (150-200 m) und dann durch einen großen Schotterfeld.
Am Ende des Schotterfeldes, biegend nach links, steigt man über den Weg 143 die Grassteilhänge des Bergs Pic Chiadin hinauf und erlangt dann die Marinelli-Hütte (1 St. vom Gipfel); von hier aus kommt man bequem zur Tolazzi- Hütte (1-1.30 St. von der Marinelli-Hütte).
b) Abstieg über „Sentiero Spinotti/ Hohen Gang: am Ende des Schotterfeldes (weglassend den Weg 143 nach Pic Chiadin) geht man noch hinunter zwischen Felsen und Weiden bis zur Kreuzung mit dem Weg 145: Sentiero Spinotti/ Hohen Gang. Hier geht man rechts (nach links führt der Weg nach Marinelli-Hütte) und erreicht, nach einem Abbiegen, eine Panoramakanzel (Ausläufer vom Coston Stella/ 2200 m).
Eine Reihe von hölzernen Stufen und andere Anlagen erlauben auf dem Fels noch abzusteigen und nach einem weiten Abbiegen geht man weiter nach West bis zu einem Rasenstück.
Aus hier steigt man wieder nach Norden hinab, wo dank des neu wieder instand gesetzten Klettersteigs, nach einer in einem Kamin hineingeschlagenen Eisentreppe, den Wandfuss erreicht (1900 m). Eine deutliche Spur führt dann hinunter: anfangs geht sie links durch den Couloir, danach zwischen Latschenkiefer, endlich verbindet sie sich mit dem Weg 144 in der Nähe unserer Berghütte.

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Aus Pierabech zur Lambertenghi-Romanin Berghütte

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Von der Ortschaft Pierabech, wo man das Auto läßt, geht man in Richtung Casera Fleons di Sopra (1864 m) über die Straße mit Markierung 140; nach dem Stretta Fleons und einer kurzen Gefälle biegt man nach Osten in den Pfad mit Markierung 142, der nach Casera Sissanis di Sotto e Sella Sissanis führt. Hier nimmt man der Weg mit Markierung 142a-403 und geht bis zum Passo Giramondo (2005 m), wo sich die Staatsgrenze findet. Der Weg geht hier ins österreichischen Gebiet mit Markierung 403 weiter und steigt nach die Obere Wolayer Alpe hinab. Die Rippe bis zum Birnbaumen Törl hinaufgehend, erreicht man die österreichische Wolayer Hütte am Wolayer See.
In wenigen Minuten, zwischen den Bergen Capolago (2492 m) und Coglians (2780 m), erreicht man – den See entlang – die Berghütte Lambertenghi-Romanin (1955 m).

 

 

 

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Klettern

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Die Wände, die unsere Berghütte umringen, bieten den Kletterern viele Möglichkeiten: Kletterrouten zu einer Seillänge für Liebhaber der schlichten und einfachen Kletterei und Routen zu mehreren Seillängen für wen, der alpine Kletterei bevorzugt.

Das anliegende PDF enthält die Berichte einiger dieser Routen, die sich in der Nähe unserer Hütte finden.

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Wer sind wir

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Wir stellen uns vor …

Wir sind drei Bergfreunde und lieben sehr viel unser Gebiet, dem wir fest glauben.

Der Traum, eine Berghütte zu leiten, ist von der Begegnung verschiedener Träume geboren: Lust auf Befreiung, Liebe zum Berg und seinen Abenteurern, Wunsch nach Veränderung und Abenteuer.

Das Ziel ist aber gemeinsam und besteht in der Wille, diesen Schmuckkasten von Grün und Felsen, der „Carnia“ heißt, wieder aufzubringen.
Insofern es uns möglich ist, wollen wir beitragen, der Lokalwirtschaft zu helfen. Wir wollen auch diese bezaubernden Landschaften denen kennen lassen, die sie noch nie gesehen haben; und sie wieder entdecken lassen denen, die hier leben und vielleicht aus Gewohnheit nicht mehr imstande sind, sie zu schätzen.

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Corso di Fotografia Notturna e Paesaggio

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dal 7 al 8 luglio 2018


sei appassionato di scatti e di natura?

lanciati quindi in questa esperienza.


 

 

Il workshop di fotografia di Paesaggio tenuto dal fotografo Piero Pausin ed organizzato in collaborazione con il Rifugio Lambertenghi e l’Associazione Fotonordest.

Il workshop, tenuto nella splendida cornice del Volaia, sarà costituito da una parte teorica, una parte pratica ed una di condivisione.

Due giorni intensivi, di piena immersione nel mondo della fotografia di paesaggio, con trucchi, consigli e segreti per realizzare al meglio le vostre fotografie di paesaggio.

 

PARTE TEORICA DEL WORKSHOP

Verranno consegnate delle dispense e gli argomenti trattati saranno:

  • Tecnica della fotografia di paesaggio
  • Esposizione e filtri graduati
  • Luce
  • Composizione
  • Strumenti
  • Fotografia notturna

 

PARTE PRATICA DEL WORKSHOP

Gli allievi saranno guidati da Piero Pausin nell’affrontare momenti irripetibili quali il tramonto e le notturne in modo da essere pronti a realizzare correttamente degli scatti da sogno!

 

PARTE DI CONDIVISIONE DEL WORKSHOP

La mattina, dopo una lauta colazione nel Rifugio Lambertenghi, verranno analizzate le fotografie scattate dai partecipanti e commentate dall’insegnante.

COSE DA SAPERE SUL CORSO DI FOTOGRAFIA

DIFFICOLTÀ DEL PERCORSO: E (escursionistica – difficoltà bassa).

DURATA DEL WORKSHOP: 2 giorni – 1 notte

CLIMA: Estivo con temperature diurne intorno ai 20°C e notturne più fredde intorno ai 5°C. Le temperature notturne possono scendere anche a 0°C.

ABBIGLIAMENTO: Si consiglia un abbigliamento da escursione in montagna e scarponcini da trekking. Per il pernottamento portare il proprio sacco a pelo o le lenzuola monouso.

ASSICURAZIONE: Non inclusa.

ACCESSORI DA PORTARE: treppiede, scatto remoto (telecomando), torcia, guanti.

ORARI: il corso inizierà alle ore 11.00 di sabato 7 luglio e sarà concluso indicativamente alle ore 12.30 di domenica 8 luglio.

NOTE: eventuali altre indicazioni, verranno fornite agli iscritti in seguito.

 

 

 


Il costo del workshop è di 150,00 euro

per ogni partecipante fotografo. È previsto un contributo di 35€ per ogni eventuale accompagnatore non fotografo.

(tutti i partecipanti potranno godere di una quota scontata con soluzione di mezza pensione in dormitorio con colazione per €38)

EARLY BID: Quota scontata per chi si iscrive

entro il 10/06/2018 pari a 120€


 

COSA COMPRENDE LA QUOTA DEL CORSO

La quota comprende: insegnante professionista qualificato; dispensa; possibilità di utilizzo delle attrezzature dell’insegnante (filtri, obiettivi, reflex, cavalletti).

La quota non comprende: pernottamento presso il rifugio Lambertenghi (tutti i partecipanti potranno godere di una quota scontata con soluzione di mezza pensione in dormitorio con colazione per €38); assicurazione; quanto non specificato ne “la quota comprende”.

NUMERO MINIMO DI PARTECIPANTI 6

NUMERO MASSIMO DI PARTECIPANTI 12

 

Iscrizioni aperte fino ad esaurimento posti

 

per info e prenotazione info.lambertenghi@gmail.com

 

 

foto di copertina di Matteo Fini

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Trekking delle due nazioni

La Traversata Carnica, un lungo pellegrinaggio di tre giorni attraverso due regioni e due nazioni

 

di Omar Gubeila

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Ho camminato a lungo seguendo il mio istinto, sui sentieri delle Alpi che richiamano ogni anno ed in tutte le stagioni migliaia di appassionati, come me, nelle terre alte.

Ho camminato accompagnato da tanti e l’andare s’è fatto lieto: fatiche sorrette dalla chiacchiera, percorrendo tratturi e sentieri assieme a variegati serpentoni di amanti delle cime, dei boschi, dei torrenti. Ma a volte, ai suoni dei sentieri alla moda di montagne rinomate e blasonate, preferisco immergermi solitario in territori e spazi in cui l’escursionismo riscopre i silenzi di una montagna incontaminata, tralasciata dalla folla.

 

La Traversata carnica è un percorso di tipo escursionistico che in più tappe cavalca in quota tutta la dorsale della catena Carnica principale.

 

Alpi Carniche, estremo Nord Est d’Italia. Vengono alla fine dei massicci più titolati, delle montagne più conosciute. Confinanti delle Dolomiti protette dall’Unesco, quassù non nevica firmato come dice Mauro Corona nei suoi scritti. Le ultime montagne anche nella cantilena che imparavamo ai tempi delle scuole “ma con gran pena le reCA giu”.

 


 

 

Del lungo percorso interessato dalla traversata carnica, sono circa 180km, il tratto di maggior interesse è senza dubbio quello che si snoda attraverso i gruppi con le cime più alte della catena: Peralba, Avanza, Volaia, Coglians e Cjanevate. L’essenza delle nostre montagne è qui, e forse anche le radici della nostra patria. Radici che si bagnano nelle acque del fiume Piave, il fiume patrio.

CalviL’escursione qui proposta comincia accanto al Rifugio Sorgenti del Piave, lasciando la lunga strada serpeggiante che da Sappada sale fino ai verdi alpeggi di quota 1800m, al di sotto delle slanciate pareti meridionali del Peralba.

La prima giornata è volta al raggiungimento del Rifugio Pier Fortunato Calvi, sito a quota 2164m. Dal parcheggio già si vede la sagoma del rifugio, al di sotto di quella incredibile guglia grigia chiamata Pic Chiadenis.

Peralba, dalla pietra nei toni chiari che colora le sue pareti. Verticalità di roccia dove generazioni di alpinisti carnici hanno scritto nella storia vie diventate classiche: Roberto Mazzilis e Sergio De Infanti, su tutti. Le tinte delle rocce sanno di rosato man mano che ci si inerpica verso il rifugio, in questa zona infatti si estraeva nel passato il pregiato marmo denominato “fior di pesco Carnico”, dai toni rosa e pesco, frutto pregiato di questa terra. Salire al rifugio potrà essere fatto in maniera più lenta, seguendo la strada di servizio dello stesso, o più direttamente lungo il sentiero delle marmotte

Renata, la gestrice, saprà accogliere il viandante nella calda atmosfera del rifugio Calvi, ma la giornata appena cominciata va coronata con la salita alla cima del Peralba attraverso la normale che ne risale il versante Nord. Ribattezzato come “il sentiero del Papa”, l’escursione che porta a calcare la cima più alta della zona è stata salita da Giovanni Paolo II° nel 1988 dopo la sua improvvisa comparsa in zona. Numerose le fotografie dell’evento appese alle pareti del rifugio che ritraggono il Papa alpinista intento nell’ascesa di questa montagna sulla cui cima vigila una statua della Vergine. La cima può essere raggiunta anche dal versante orientale utilizzando le attrezzature della ferrata Sartor, chiudendo poi l’anello lungo la normale settentrionale dedicata al beato pontefice.

Il sole che tramonta dietro alle Dolomiti è uno spettacolo che difficilmente lascia indifferenti; dalla terrazza del rifugio Calvi gli ultimi raggi di sole giungeranno dalle cime Dolomitiche.

La seconda giornata di questo “concentrato di Alpe carnica” comincia con la facile ascesa al passo di Sesis, sella di confine tra Veneto e Friuli, porta d’accesso alle verdi distese delle valli di Fleons e di Sesis. La lunga discesa solitaria della valle di Fleons sarà accompagnata dalla visione superba della parete Nord della Cima Cacciatori, una lavagna bianca in netto contrasto con il verde dell’erba e il blu del cielo. Delle malghe di Fleons resiste solo la bassa, monticata nella stagione estiva e testimone del tempo che fu e della vita dura e genuina che quassù si viveva. Transitare nei pressi della casera Sissanis è vedere l’altra faccia di una medaglia, quella delle numerose strutture d’altura oramai abbandonate a se stesse e all’oblio del tempo.

 

Risalita la solitaria ed incassata valle di Sissanis le distanze si fanno panorama al valico di quota Pascoli, in vista del Lago Pera e della Creta di Bordaglia. Quassù l’ombelico delle montagne di Carnia è rappresentato dal laghetto di Bordaglia, piccolo specchio d’acqua dalla stupefacente bellezza, inserito all’interno di una conca verde e silenziosa. Oasi faunistica, oasi di silenzio. A parere personale il posto più bello delle Alpi Carniche, merita una pausa rigenerante.

Risalendo le ghiaie della creta di Bordaglia non sarà difficile incrociare con lo sguardo qualche esemplare di camoscio intento a pascolare sotto alle rocce della cima Spina Pesce o nei pianori di Passo Giramondo. Passavano di qua anche i Cramaars, un tempo, venditori ambulanti costretti dalla miseria a commerciare le loro merci nelle terre d’Austria e Germania.

Il passo segna il confine tra Italia ed Austria. Qua si combatté la guerra di montagna della fronte Orientale. Molti, sul terreno, sono i segni di questo orribile conflitto rimasti intatti a distanza di un secolo.  Caverne e baraccamenti, gli unici alberghi in quota per quei poveri soldati.

 

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Scendiamo nelle terre della Carinzia lungo boschi d’abete all’ombra delle pareti settentrionali dei Monti di Volaia. I forti contrasti di queste montagne continuano prepotenti, la strada che porta al valico del Lago di Volaia, salendo lenta, concede tempo per guardarsi attorno. Questo anfiteatro ha la capacità di contenere all’interno dello stesso quadro i toni cupi delle aspre pareti scure del Volaia e del Sasso Nero, i chiari dei persistenti nevai basali, gli sgargianti verdi dei prati tinteggiati dai gialli delle arniche in fiore o dalle macchie fuxia dei numerosi cespugli di rododendro alpino.

In vista delle pareti del Lastrons del Lago e del Coglians, vetta regina del Friuli Venezia Giulia, rientriamo in territorio italiano costeggiando un altro gioiello alpestre: il lago di Volaia. Al Rifugio Lambertenghi-Romanin, eretto in tempo di guerra poco sotto la displuviale di confine, i giovani ed entusiasti gestori, guidati da Giulia, ci aspettano per farci gustare le specialità tipiche della Carnia all’interno di un ambiente familiare e confortevole.

 

 

Quando l’ultima luce del giorno cala, l’atmosfera si quieta e le acque del lago parlano con le rocce della conca. Raccontano di ere geologiche nei tempi andati in cui quassù tutto fu mare, conchiglie e pesci. Ricordano le dure battaglie degli eserciti che in tempo di guerra perdurarono quassù in tutte le stagioni, con i metri di neve a ricoprire le ferite delle granate negli inverni più duri, come quello del 1916.

Quei racconti si sono fatti percorso ed attrattiva per chi, curioso di conoscere le vicende di questi luoghi, vuole prendersi il tempo di percorrere le trincee all’aperto che le associazioni hanno meticolosamente ricostruito nei pressi del Passo di Volaia.

Altra attrattiva, in territorio austriaco, è il percorso del Geo Trail destinato alla conoscenza dei fenomeni geologici. Tutto viene esplicato in sito con tabelle predisposte allo scopo. Guardando bene a terra non sarà poi così difficile scovare tra le pietre dei ghiaioni qualche conchiglia fossilizzata.

 

 

Il terzo giorno il trekking continua contornando le rocce del Coglians, la montagna più alta del Friuli Venezia Giulia, scendendo all’inizio oltre il Rifugio Lambertenghi-Romanin ed intercettando in breve il sentiero attrezzato “Spinotti”. Tale sentiero, dalla fama indiscussa per la percorrenza sulle sue rocce della staffetta internazionale della 3 Rifugi, aggrada per il sentore alpinistico dell’ascesa. Ad una prima scala di legno incassata all’interno di uno stretto canale, seguono attrezzature e pioli che guidano nella salita  di questa parte di montagna chiamata “Coston di Stella”. La percorrenza del sentiero attrezzato Spinotti non presenta difficoltà insormontabili, basteranno così un imbraco per la progressione, giudizio e rispetto per garantire una bella esperienza da portare nei ricordi di questi giorni.

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Superato il tratto alpinistico la via verso il Rifugio Marinelli è lesta e si svolge lungo le terrazze erbose e calcaree di questo angolo di montagna carnica. Il Marinelli appare all’improvviso girato l’angolo dei prati sotto al Pic Cjadin, siamo a quota 2120m. Dal piazzale del rifugio la vista s’è ampliata sull’alta valle del But e sulle pareti della Creta della Cjanevate, paragonata da alcuni a quelle della ben più nota Marmolada. Lasciati i pesi in surplus, i più tenaci possono mirare a raggiungere la cima del Monte Coglians risalendo la dorsale retrostante il rifugio fino alla forcella Monumenz. Da qui, per lungo ghiaione, la quota salirà man mano così come i panorami sul Friuli intero. La campana di vetta suona a 2780m, cima Coppi di questa attraversata.

Rifugio MarinelliCaterina, giù al rifugio, saprà allietare una serata all’insegna dell’allegria, dai toni scanzonati per dimenticare le fatiche di una giornata sicuramente appagante.

Ultimo giorno, ultimi sforzi. Meta di arrivo il Passo di Monte Croce Carnico che si intuisce in fondo ai vasti prati verdi, oltre il vallone della Cjanevate. Divalliamo negli spazi incontaminati delle “acque nere”, nei rabarbari alpini nati dove un tempo il bestiame albergava alla distrutta casera Monumenz.

Il caratteristico passaggio della “scaletta”, che permette di lasciarsi alle spalle il vallone della Cjanevate, risale con scalette e pioli un suggestivo anfratto fino al pulpito dello “Stivale” sotto alle rocce della Creta di Collina. Questa cima, seppur da qui non visibile, è un’altro simbolo dell’alpinismo carnico, individuabile già dalla bassa pianura friulana e da qui riconoscibile per l’inconfondibile sagoma.

Passo Monte Croce è ora vicinissimo. I rumori della civiltà, sempre più vicini, segnano il traguardo del nostro trekking che termina al Passo di Monte Croce Carnico, confine italo-austriaco che fu uno dei siti più importanti durante la prima guerra mondiale costituendo un punto nevralgico a lungo conteso.

 

 

 

 


Pace, una bella parola che a cent’anni ha forse assunto significati ulteriori e profondi. Come quella vissuta negli ultimi 4 giorni in questa traversata dai colori, sapori e odori unici.


 

 

 

 

 

la prima tappa dal rifugio Calvi al Lambertenghi:

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la seconda tappa dal rifugio Lambertenghi al rifugio Marinelli:

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la terza tappa dal rifugio Marinelli a passo monte croce carnico:

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Il lago Volaia – Wolayersee

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Il lago Volaia (in tedesco Wolayersee) è un lago alpino nella Lesachtal (Carinzia), in Austria, situato vicino all’omonimo passo, al confine con l’Italia (comune di Forni Avoltri).
Il lago si trova ad una quota di 1951 metri sul livello del mare ed occupa una superficie di 3,8 ettari, riempiendo una dolina profondamente rimodellata dal ghiacciaio del Volaia durante l’ultima era glaciale. Il bacino idrografico è di circa 60 ettari. Le precipitazioni in questa zona si aggirano sui 2000–2500 mm per anno e ciò consente al lago di mantenere pressoché inalterato il livello dell’acqua nel corso dell’anno. Il fondo del lago è costituito da melme impermeabili.
La sponda occidentale del lago digrada dolcemente, mentre quella orientale è decisamente più ripida. Il punto di massima profondità raggiunge i 13,9 m, ma in due terzi del lago la profondità si mantiene inferiore ai 5 m. Gli emissarisono sotterranei ed alimentano due fontane: una in territorio austriaco, l’altra in Italia, a valle del rifugio Lambertenghi-Romanin.

 


 

 

Parametri chimico-fisici

La temperatura in superficie raggiunge al massimo i 12,5 °C (agosto 1980). A causa della forte esposizione ai venti, dovuta alla vicinanza del passo Volaia, più alto di soli 26 metri, non si osserva alcuna stratificazione termica stabile durante l’estate. Per sei-sette mesi all’anno il lago è ghiacciato e lo spessore del ghiaccio può raggiungere i due metri. L’acqua del lago è leggermente alcalina, la conduttività elettrica è piuttosto ridotta, inferiore ai 100 µS/cm. La durezza è molto bassa e si aggira sui 5-7 °f. La concentrazione di fosforo e nitrati è bassa; l’apporto di sostanza organica deriva principalmente dall’aria (pollini, frammenti vegetali).

 


 

 

Riserva naturale

Il lago Volaia è al centro di una riserva naturale istituita nel 1959 [1]. La riserva comprende 1939,4 ettari lungo lo spartiacque delle Alpi Carniche, a ovest del passo di Monte Croce Carnico. Geologicamente la zona è caratterizzata da calcari siluriani e devoniani, sovrastati da ardesie del Carbonifero. La vegetazione è caratterizzata dalla presenza di numerose piante erbacee, come la sesleria, la carex firma, la festuca pannocchiuta, il nardo e la carex curvula. Tra le altre specie vegetali presenti ricordiamo la regina delle Alpi, la finocchiella e la cicutina austriaca.

 

 

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Bike – L’anello del monte Coglians

Attraverso due Nazioni

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SVILUPPO: 54 Km
DISLIVELLO : 2500m circa

CICLABILITA‘: alcuni tratti a spinta sia in salita che in discesa

 Percorso in due tappe passando tra pascoli e panorami maestosi

 

 


 

 

Dal Passo Monte Croce al Rifugio Lambertenghi

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dal Passo di M.te Croce si sconfina in Austria e si imbocca un sentiero che sale sul „tetto“ della galleria. Si trova una comoda strada sterrata che scende in direzione dell’enorme pala eolica. La si supera e seguendo la strada si svolta a destra e si costeggia brevemente la strada asfaltata che scende dal passo finché ci si immette su di essa all’altezza della Plöcken Haus. Proseguire su asfalto fino a Kötschach-Mauthen. In paese seguire sulla sinistra le indicazioni per la Lesachtal. Risalire la vallata superando Sankt Jakob fino a Podlanig. Qui lasciare la strada principale e prendere a sinistra; dopo aver attraversato il fiume Gail si sale passando per Wodmaier attraverso i fantastici pascoli del Wolayer Alm, fino a scollinare nei pressi del lago Volaia (Wolayersee). Subito dopo il passo Volaia si incontra il rifugio Lambertenghi Romanin, sede dell’arrivo della prima tappa, dove sarà possibile pernottare e mettere le bici al coperto. Nell’attesa della cena potrete rilassarvi sulle rive del lago Volaia.

 

 

 

 

 

 


 

 

 

Dal Rifugio Lambertenghi al Passo Monte Croce Carnico

vista dal rifugio

Proseguire la discesa su sentiero non agevole fino ad incontrare una strada sterrata che permette ciclabilità più comoda, seguirla fino alla confluenza con un’altra strada che sale dal rifugio Tolazzi. Prendere in salita a sinistra e con dei tornanti guadagnare quota e portarsi nella meravigliosa conca di malga Moraretto. Seguire la carrareccia che con ampi tornanti, privi di rampe esageratamente ripide, porta agli oltre 2000 metri del rifugio Marinelli. Alla sella termina la strada e prosegue un sentiero verso destra che scende blando, fa un tornante a sinistra e poco dopo ridiventa strada. Seguirla a lungo oltrepassando casera Val di Collina. In prossimità di un guado sul rio Monuments, in corrispondenza di un tornante a destra prendere un sentiero (segnavia 148-161) e alla seguente biforcazione rimanere alti. Bella e breve sgroppata in leggera discesa, poi il sentiero supera un risalto roccioso che costringe a portare la bicicletta 5 minuti. Al culmine si incontrano diverse tracce, tutte portano alla malga Collinetta di Sotto. Da qui comoda stradina fino al Passo di M.te Croce Carnico.

 

 

 

 

 


 

 

 

Qui di seguito potrete vedere il tracciato gps e scaricarlo. Buone pedalate

 

scaricalo Tracciato Anello GPS

 

 

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Paleotrek Volaia

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dal 5 al 6 agosto 2017

minino 6 persone

 

 

“PaleoTrek Volaia” è un’escursione alla scoperta del patrimonio paleontologico del Passo Volaia. Guidati da un geologo e guida naturalistica, ricostruiremo gli ecosistemi del passato osservando il territorio alpino e le sue meraviglie fossili. Due giornate in un museo all’aria aperta: tra trilobiti, nautiloidi e crinoidi!

 


Camminando in un mare di 450 milioni di anni fa tra trilobiti, nautiloidi e crinoidi


 

 

 

PANORAMICA DELL’ESCURSIONE

 

Punto di partenza: rifugio Tolazzi (raggiungibile in auto da Collina di Forni Avoltri)

Durata dell’escursione: 2 giorni (dettagli di seguito)

Pernottamento: rifugio Lambertenghi-Romanin

Terreno: mulattiera, sentiero, pietraia (indispensabili scarpe da trekking e abbigliamento comodo)

Si consiglia: uno zaino con il necessario per due giorni di trekking (peso complessivo dello zaino minore di 10 kg), macchina fotografica, bloc notes

 

 

 

 

 

 


 

Giorno 1

alla Scoperta di un Antico Mare

 

  • Distanza: 5 km
  • Dislivello: 600 m
  • Altitudine max: 1951 m
  • Altitudine min: 1395 m
  • Tempo di percorrenza minimo: 2 h
  • Itinerario: Rifugio Tolazzi – Rifugio Lambertenghi – Wolayerseehütte – Rifugio Lambertenghi
  • Sentieri: n. 144
  • Fossili principali: trilobiti, gasteropodi, nautiloidi

 

L’escursione parte dal rifugio Tolazzi, raggiungibile in auto da Collina di Forni Avoltri attraverso una comoda strada asfaltata. Assieme al paleontologo, si parte dal rifugio Tolazzi dove si imbocca lo sterrato al termine del tratto di strada percorribile in auto. Si svolta sul sentiero 144 in direzione del Passo Volaia. Il sentiero inizialmente affronta un tratto boscoso, per poi lasciare spazio a meravigliose rocce paleozoiche. Durante la salita al rifugio Lambertenghi, conosceremo fossili di organismi vissuti… 340 milioni di anni prima del Tyrannosaurus rex!

Poco a valle del passo Volaia, si incontra il Rifugio Lambertenghi-Romanin, dove pernotteremo. Si prosegue a fianco del lago Volaia, uno splendido specchio d’acqua incastonato tra il monte Capolago e la Cima Lastrons del Lago. La storia di questo bacino naturale – la cui temperatura non sale mai al di sopra dei 15 °C! – è legata indissolubilmente agli eventi geologici del passato: lo sviluppo di ecosistemi marini (450 milioni di anni fa), l’innalzamento delle Alpi, ed il passaggio di un ghiacciaio (più di 10 000 anni fa).

Dopo aver letto nel paesaggio le tracce di questa storia, si ritorna al rifugio Lambertenghi. Qui ci aspetta un’ottima cena… a quota 1926 m!


 

Giorno 2

450 milioni di anni

 

  • Distanza: 3 km
  • Dislivello: 550 m
  • Altitudine max: 2138 m
  • Altitudine min: 1926 m
  • Tempo di percorrenza: 3 h
  • Itinerario: Rifugio Lambertenghi – Wolayerseehütte – prati del Rauchkofel – Valentintörl – Rifugio Lambertenghi
  • Sentieri: n. 144 – n. 403 – n. 438
  • Fossili principali: nautiloidi, crinoidi, coralli, goniatiti, stromatoporoidi

 

Dopo il pernottamento al rifugio Lambertenghi, si riparte in direzione del lago Volaia. Seguendo il sentiero 144, si costeggia lo specchio d’acqua, che proprio al mattino regala i riflessi più vividi della Cima Lastrons del Lago. Dopo pochi minuti si svolta a destra sul sentiero 403 per arrivare al rifugio Wolayerseehütte.

Si prosegue lungo il sentiero 438, in direzione del monte Rauchkofel. L’itinerario ci porterà nel regno dei nautiloidi, antichi parenti delle attuali piovre. Le rocce lungo il cammino sono piene dei gusci di questi predatori, vissuti nei mari di 420 milioni di anni fa. I segreti dei nautiloidi verranno svelati sui prati ai piedi del monte Rauchkofel!

Lasciati i prati dei nautiloidi, ripercorriamo un tratto del percorso intrapreso precedentemente, per poi scendere di quota fino a raggiungere il sentiero 403 (si seguono le indicazioni “Geotrail”). Lo scenario lascia di stucco: una distesa di ghiaccio, grande quasi quanto un campo di calcio e spessa anche un metro, resiste alle temperature estive con biancore abbacinante. Tuttavia, questo è un ghiacciolo rispetto all’enorme ghiacciaio che ha modellato le montagne circostanti più di 10 000 anni fa. Non è l’unica meraviglia: le rocce sono piene di fossili di coralli e crinoidi, antichi abitatori dei mari tropicali del Paleozoico!

Dalle distese di ghiaccio e fossili, si sale fino a Valentintörl, dove – con un po’ di fortuna – si può sentire il “mormorio delle montagne”. Questi suoni naturali ed atavici testimoniano la continua evoluzione del paesaggio, sottolineata pure da pieghe nella roccia alte centinaia di metri.

Si prosegue in direzione del lago Volaia, seguendo il sentiero 403, toccando con mano le tracce del tempo geologico: correnti sottomarine, più veloci di una gazzella in corsa; organismi microscopici capaci di costruire montagne; fondali marini contemporanei ad una delle più grandi estinzioni della storia della Terra. Una volta tornati al lago, si ritorna al rifugio Lambertenghi per una sosta ristoratrice: abbiamo appena percorso 450 milioni di anni in 3 chilometri!

 

 


 

Da qui si potrà ridiscendere al primo punto di partenza, il rifugio Tolazzi, ripercorrendo in discesa l’itinerario del primo giorno (ulteriori 2 h di percorrenza), oppure optare per una seconda affascinante notte al rifugio Lambertenghi!

 


 

il costo è di 20,00 euro per gli adulti

il costo è di 10,00 euro per i bambini

gratis per il secondo bambino della stessa famiglia

il costo della mezza pensione è di 38,00 euro per gli adulti

per i bambini sotto i 12 anni è di 20,00 euro

per info e prenotazioni: info.lambertenghi@gmail.com


 

 

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Written by Alex

Una fantastica avventura

dal 25 al 30 Luglio 2016


baffo

Attraverso questa esperienza unica vogliamo trasmettere ai giovani i valori che la montagna può offrire, in modo giocoso e innovativo. Una fine settimana ricco di attività e proposte che spaziano tra: Sport, Cultura e Vita all’Aperto. Tutte queste attività avranno come cornice un meraviglioso anfiteatro di montagne, un parco giochi naturale con il rifugio al centro. Questa offerta non vuole solo essere un centro vacanze ma un’esperienza utile per imparare a stare con gli altri, gestire la propria autonomia, amare e rispettare la natura.

 

 


Una settimana alla riscoperta della natura








Le attitudine che miriamo a sviluppare nei bambini sono: creatività, coscienza motoria, equilibrio, concentrazione, intelligenza pratica, curiosità, socialità e molto altro.

 

 

 

Materiale da portare: Zaino , vestiti “ a cipolla” ( molti strati e ricambi di tutto) strato impermeabile cuffia, borraccia o bottiglia di plastica, scarponcini, sacco letto, piccoli spuntini (cioccolata ecc) .Chi è in possesso: materiale da arrampicata e casco.

in caso di grave maltempo l’evento verra annullato il programma può subire modificazioni a seconda del tempo.

 

 

 


 

 

 

 

 

TREKKING: Un’eccellente modo per muovere le gambe in montagna, alla scoperta di scorci mozzafiato, animali selvatici e flora di ogni genere.

ARRAMPICATA: Attrazione irresistibile per tutti i giovani. Superate le prime paure, sono incontenibili, ma con la sicurezza, garantita da un professionista, il gioco è presto fatto.

GUIDA NATURALISTICA: Non solo movimento ma anche conoscenza della natura. Al Rifugio sono possibili avvistamenti costanti di stambecchi e camosci.

SENTIERI E STORIE DI GUERRA: Il rifugio, ricco di gallerie e trincee è il luogo ideale per far capire ai più piccoli la nostra storia.

LABORATORI DI ARTE E “ MANI ABILI”: Il rifugio è un luogo di pace, anche dalla tecnologia, quindi impariamo ad usare le mani per costruire giochi e disegnare le meraviglie che ci circondano.

A LEZIONE DAL RIFUGISTA: Capiremo come funziona questo luogo, così caro agli amanti della montagna, proprio da chi lo gestisce.

SLACKLINE: un passatempo divertente e utile allo stesso tempo. Si tratta “solamente” di camminare sopra una fettuccia su un morbido prato. Per migliorare equilibrio e concentrazione.

 

 

 


il costo è di 350,00 euro

pensione completa e guida alpina

per info e prenotazione info.lambertenghi@gmail.com

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arrampicata

baffo

Le pareti che circondano il rifugio offrono varie possibilità di salita sia a monotiri per gli appassionati dell’arrampicata pura e semplice che a più tiri per gli amanti degli itinerari alpinistici.

In questo pdf troverete le relazioni di   alcune delle vie presenti nell’area attorno al rifugio.

PASSO VOLAIA_sportive_LR

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dal Pal piccolo al passo giramondo

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da Pierabech al Rifugio Lambertenghi

baffo

Partendo da Pierabech dove si lascia l’auto si prosegue in direzione Casera Fleons di Sopra (1864m) si continua ancora scendendo verso est seguendo lo stesso sentiero 140 per arrivare alla Casera Fleons di Sotto, per poi salire sul sentiero 142. Quest’ultimo prosegue per la Casera Sissanis e la Sella Sissanis e il Passo Giramondo (2005m) presso il quale si trova il confine di stato. Il percorso a questo punto continua su territorio austriaco e segnavia 403, scendendo progressivamente lungo la Obere Wolayer Alpe. Risalendo il costone fino al Bimbaumer Torl si raggiunge il rifugio austriaco Wolayer Hütte, da cui si può vedere il Lago Volaia. Dopo 5 minuti di cammino lungo il lago tra il Monte Capolago (2492m) e il Coglians (2780m) si raggiunge il Rifugio Lambertenghi – Romanin a 1955m.

 

 

 

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ferrata Nord del Coglians

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La magnifica ascensione alla vetta del Monte Coglians (2780mt) viene qui suddivisa in due giornate. Il primo giorno si raggiunge il rifugio Lambertenghi (1.30h-1970mt) partendo dal rifugio Tolazzi (1350mt parcheggio auto). Al rifugio Romanin si pernotta. Il giorno successivo si valica il Passo Volaia e, seguendo il sentiero sud-orientale, si risale un canalone roccioso marginalmente ricoperto dalle vestìgia di un piccolo ghiacciaio. Abbandonare il sentiero che conduce verso la forcella di sinistra (!!!) e risalire invece su ghiaie e sfasciumi verso destra sino ad individuare alla base della parete alcuni bolli blu e bianchi indicanti l’inizio della via (2250mt ca.) (panorama verso Nord, spalle alla parete, visibile in basso a sinistra il rifugio austriaco Wolayer Hutte sul lago Volaia).


LA FERRATA

La via sale diretta affrontando uno spigolo roccioso verticale e diversi canalini esposti ma ben attrezzati. Attraversa quindi una placca molto inclinata (60°) e liscia: la placca è solitamente bagnata e,salvo per la presenza di piccole tacche quali appoggi per i piedi in aderenza,richiede forza di braccia e assoluta mancanza di vertigini (firma del libro di via). Si prosegue arrampicandosi su un itinerario prettamente alpinistico di II e III° grado sino ad attraversare una stretta cengia detritica. Senza tregua alcuna,il tracciato risale alcuni diedri e camini rocciosi che consentono una divertente progressione in sicurezza senza ricorrere all’ausilio del cavo metallico. Si sbuca su di una terrazza rocciosa alla cui sinistra si profila la vetta (1.00h ca.). La terrazza concede una sosta dopo la prima parte impegnativa e c’è qualche interruzione del cavo. La via riprende alternando tratti quasi verticali su roccia compatta a tratti più pianeggianti su rocce e ghiaino instabile, attenzione a chi segue, consentendo in alcuni punti una progressione senza l’ausilio delle mani. L’itinerario riprende dopo breve tratto di sentiero e conduce rapidamente in cresta alternando tratti più o meno verticali sempre su roccia buona. Le attrezzature aggirano la cresta sommitale dapprima verso sinistra e quindi a destra scoprendo una visuale incredibile sul sottostante rifugio Romanin e sulla valle di Forni Avoltri. Poco oltre una grande parete strapiombante con un baratro di circa 500 metri!. Infine la via prosegue proprio sull’affilata cresta (è il confine Italia-Austria) sino a raggiungere, nei pressi di alcuni resti di trincee, abbastanza agevolmente,la vetta.

 


 

DISCESA

La discesa avviene lungo la via normale sul versante sud, prima su facili roccette 150-200 metri e infine su un grande ghiaione. Al termine proseguendo a sinistra si risalgono per sentiero le balze erbose del Pic Chiadin  per poi scendere al rifugio Marinelli (circa un ora dalla cima) dove poi si scende per comoda mulattiera e sentiero al rifugio Tolazzi (1-1.30 ore dal rifugio Marinelli). Volendo percorrere il sentiero Spinotti al termine del ghiaione si trascura il sentiero verso il Pich Chiadin per scendere ancora sulla destra fra rocce e prati fino all’incrocio con il sentiero n.145 che verso destra porta al sentiero Spinotti (a sinistra si proseguirebbe per il rifugio Marinelli). Si continua verso Ovest dove dopo una svolta su un pulpito panoramico, estremità del Coston di Stella (2200mt), ci si abbassa verso Nord per avvicinarsi alla parete. Una serie di gradini in legno su una placca e qualche attrezzatura permettono di scendere ancora su roccia e dopo un’ampia svolta si continua a procedere verso Ovest fino ad un’altra appendice erbosa. Da qui si scende nuovamente verso Nord dove fra rocce e sentiero con la presenza della ferrata recentemente sistemata si guadagna la base della parete che si raggiunge infine dopo una scala metallica infissa in un camino  (1900mt). Da qui un’evidente traccia scende dapprima nel canalone a sinistra e poi fra i mughi e infine si raccorda al sentiero n.144 percorso in salita.

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Written by Alex

Info e prenotazioni

 

baffo

listino prezzi:

  • mezza pensione: 45 €
  • mezza pensione soci CAI e Alpenverein: 40 €
  • mezza pensione per gruppi con più di 10 componenti: 40 €
  • mezza pensione per i bambini sotto i 12 anni: 25 €
  • mezza pensione per i bambini sotto i 6 anni: 0 €
  • pacchetto famiglia il genitore: 40 €
  • solo dormire: 17 €

Per i gruppi superiori alle 8 persone, viene richiesta una caparra di 15,00 euro a persona che verrà persa nel caso di  mancato arrivo in rifugio salvo accordi con i gestori.

 

 


Prenotazioni

  • L
  • M
  • M
  • G
  • V
  • S
  • D
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
  • 11
  • 12
  • 13
  • 14
  • 15
  • 16
  • 17
  • 18
  • 19
  • 20
  • 21
  • 22
  • 23
  • 24
  • 25
  • 26
  • 27
  • 28
  • 29
  • 30
1
1541030400
1
1
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1
2

Libero

Prenotato


 

 

 

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Tel. 0433 786074

info.lambertenghi@gmail.com

 

 

 

facebook-logoRifugio Lambertenghi-Roman

 


 

il rifugio è aperto da giugno a fine settembre

 


 

 

 

 

 

 

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ASSOCIAZIONE CULTURALE DI PROMOZIONE SOCIALE „CRETZ“

Via Plozner Mentil, 52 – 33026 Paluzza (UD)

p.iva e c.f. 02697560304

 

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Corsi di Yoga

Due appuntamenti

il primo dal 21 al 23 Luglio

il secondo dall’22 al 24 Settembre

baffo


Nel rifugio la vita si concentra sull’essenziale


 

Il Primo Appuntamento con Giulia

Venerdì 21 luglio

  • ore 17.00 arrivo al rifugio con i propri mezzi
  • dalle 18.00 alle 19.30 presentazione dell’incontro e prima lezione di yoga,
  • pratica della prima serie dell’ashtanga yoga fino a Navasana
  • 20.00 cena

Sabato 22 luglio

  • 7.30 alle 9.30 lezione di yoga, a seconda del livello dei partecipanti, sarà una classe guidata di ashtanga yoga o una classe mysore
  • 9.30 alle 13.00 colazione e tempo libero
  • 13.00 alle 17.00 pranzo e tempo libero per passeggiare, riposarsi o meditare
  • 17.00 alle 19.00 ritrovo in gruppo, condivisione, spazio per confrontarsi su alcuni aspetti della pratica e dello yoga, seguirà pratica leggera per sciogliere ogni parte del corpo e rilassamento guidato
  • 20.00 cena

 

Domenica 23 luglio

  • 7.30 alle 9.30 lezione di yoga, a seconda del livello dei partecipanti, sarà una classe guidata di ashtanga yoga o una classe mysore
  • 9.30 alle 13.00 colazione e tempo libero
  • 13.00 alle 15.00 pranzo di chiusura e saluti, discesa insieme dal rifugio

 


 

Materiale Necessario:

• tappetino
• sacco a pelo

 


il costo giornaliero del corso è di 32,00 euro

La singola Lezione costa 12,00 euro

il costo della mezza pensione è di 38,00 euro


per info e prenotazioni: info.lambertenghi@gmail.com

sul programma e lo yoga: giuliayoga@gmail.com oppure chiamate allo 329.6197691


 

 

 

 

Il Secondo Appuntamento con Maria

per info e prenotazioni: info.lambertenghi@gmail.com

programma e lo yoga: info_flowyoga@yahoo.com oppure chiamate allo 333.7214132

 

 

 

 

 


YOGA IN CONESSIONE CON LA MONTAGNA

trovare il ritmo naturale tra camminate, yoga e respiro.


 

 

Venerdì 22 Settembre

  •  17.00 ritrovo e assitemazione- introduzione del weekend.
  •  18.30/19.30 lezione: Meditazione in movimento.
  •  20.00 cena benvenuta

Sabato 23 Settembre

  •  7.30 camminata in silenzio e pranayama.
  •  8.30 colazione
  •  10.30/12.00 Lezione Hatha Flow Yoga
  •  12.30 Pranzo
  •  15.00 camminata e tempo libero
  •  17.00 Ritrovo in classe, lettura, riflessioni e dialogo di condivisione: di una vita in armonia.
  •  17.30/18.30 Lezione Yoga Vinyasa
  •  Rilassamento guidato
  •  20.00 cena

Domenica 24 Settembre

  •  7.30 camminata in silencio e pranayama.
  •  8.30 colazione
  •  10.30 Lezione Hatha Flow Yoga e cerchio di chiusura.
  •  13.00 pranzo
  •  Pomeriggio discesa assieme intorno alle 15.00\15.30

 

 

 

Materiale Necessario:

• tappetino
• sacco a pelo

 

 

 

 


il costo giornaliero del corso è di 32,00 euro

La singola Lezione costa 12,00 euro

le tre lezioni costano 60,00 euro

il costo della mezza pensione è di 38,00 euro


 

 

 

Con Maria Paula Medina

Il mio percorso nel mondo dello yoga inizia nel 2001 tra yoga e danza contemporanea. Frequento lezioni di hatha yoga con più intensità dal 2002 e nel 2007 inizio un viaggio di ricerca spirituale tra suono, movimento e arte per Latino America. Nel 2008 pratico in Italia e all’estero sotto la guida di alcuni insegnanti, tra cui Lino Miele, Caludia Nizza, Mira Jadi and Rachel Zinman. Nel 2011 faccio la formazione di Hatha Yoga Terapeutico. Teacher Training Programme 200 hour level, Yoga Alliance certified teacher trainning and Affiliate of IYT Integrative Yoga Therapy c/Mindful Yoga Therapy. Alicante Espana. Continuo i miei studi nel 2012 con la Therapeutic Mindful Hatha Yoga Teacher e divento Assistente dei Training. 2016 Finaliza il corso di Formazione Yoga per bambini metodo Balya Yoga. Continuo adesso a formarmi specificamente sul Yoga Vinyasa con la Scuola Shiva Flow a Milano e anche a praticare la Ashtanga come ricerca personale. Inizio a insegnare yoga dal 2012. Pratico e insegno Flow Yoga Vinyasa ad adulti, bambini e persone con discapacità.

Le mie lezioni si basano sull’ esplorazione di una crescita personale in connessione con noi stessi e l’ambiente. Trovo ispirazione nei bisogni delle persone, il hatha yoga e l’ ashtanga yoga. Utilizzo anche il canto di mantra, i mandala, e la pratica all’aria aperta integrata con la arrampicata, lo sci e le attività ricreative che propongo anche nei miei ritiri. Le mie lezioni sono basate sul metodo dell’ Hatha Yoga (pranayama, asana, visualizacione e rilassamento guidato). Utilizo tecniche del Vinyasa che sarebbe il respiro coordinato con il movimento (paso dopo paso). In altre parole l’insegnante istruisce i propri studenti su come muoversi da un’asana all’altra inspirando ed espirando opportunamente. Questa tecnica, ha come caratteristica la lentezza, la dolcezza e l’eleganza del movimento nel passaggio da un’asana all’altra, il che rende questo stile molto simile ad una danza.

La forza del Vinyasa consiste nella sua estrema varietà. Questo stile non segue una sola filosofia, o regola, o sequenza, ma vi sono moltissime diverse possibili coreografie che l’insegnante può inventare per i propri studenti, adattandole al livello, all’anatomia e al carattere della propria classe. Lavoro con sequenze create da me: 1. apertura anche e arti inferiore. 2. Spalle e arti superiore. 3. Equilibrio. tra alcune.

www.indolomites.com e facebook  e c. 333.7214132

 

 

 

 

 

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Written by Alex

Workshop di fotografia a pellicola e sviluppo con il caffè

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Sabato 6  Agosto 2016


 

Scatteremo fotografie in bianco e nero lungo il sentiero che ci porterà al Rifugio.


 

 

Una volta arrivati alla meta, ma solo dopo aver fatto una passeggiata sulla riva del lago, scoprirete come sviluppare il vostro rullino con del semplice caffè!

Voi portate la macchina fotografica, al resto ci pensiamo noi!


ORARI:
dalle 8:00 alle 14:00 CIRCA

Chi parteciperà al laboratorio avrà la possibilità di pernottare in Rifugio gratuitamente


COSTO € 50,00


laboratorio – materiale – merenda
info e iscrizioni: info@ilricamificio.net
tel: 0433-886641  – whatsapp 388-8469016

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Written by Alex

Workshop Arm Knitting

baffo

Domenica 24 Luglio 2016

 

 

lascia a casa i ferri ed impara a fare a maglia

con le braccia creeremo insieme un foulard autunnale!

 

 

ORARI:
dalle 10:30 alle 13:30

Chi parteciperà al laboratorio avrà la possibilità di pernottare in Rifugio gratuitamente


COSTO € 35,00 laboratorio – materiale – merenda


info e iscrizioni: info@ilricamificio.net
tel: 0433-886641  – whatsapp 388-8469016

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Written by Alex

Trekking con la guida naturalistica

Written by Alex

Corso di avvicinamento all’alpinismo

baffo

Il corso si svolgerà dal 5 al 8 luglio 2018

 

 

 


 

 

È rivolto a coloro che vogliono apprendere le nozioni fondamentali delle tecniche alpinistiche per poter affrontare la montagna in sicurezza fuori dai sentieri battuti.  Consigliato anche per chi vuole perfezionare le proprie conoscenze alpinistiche e di arrampicata libera su gradi molto facili.

 

 

 


 

 

 

 

 

Il corso si svolge in quattro giorni

sotto la direzione della guida alpina Marco Milanese:

 

 

giovedì 5 luglio

arrivo in rifugio nel tardo pomeriggio,

cena e presentazione del corso e lezioni introduttiva.

 

 

venerdì 6 luglio

La catena di sicurezza (imbraco, corda, ancoraggi….)

Nodi di base e metodi di assicurazione del compagno

Sosta semplice su roccia e recupero del compagno

Lezione serale su topografia, l’ orientamento e la pianificazione della gita.

 

 

sabato 7 luglio

La corda doppia (calata – recupero – discesa).

Uso chiodi da roccia e protezioni veloci

Tecniche di base di arrampicata.

 

 

domenica 8 luglio

Ferrata Nord del Coglians. 

Uso corretto dell’attrezzatura da Via Ferrata: set da ferrata, imbracatura, casco.

Tecniche di base di progressione su Via Ferrata.

 

 

 

 

 

Il programma puo subire variazioni a causa del tempo.

In presenza di piu di un giorno di pioggia assicurata l’evento verrà annullato


 

 

 il costo del corso è di 140,00 euro minimo 5 iscritti

il costo della mezza pensione è di 38,00 euro

.

per info e prenotazioni: info.lambertenghi@gmail.com

 

 

 


Materiale necessario:

zaino (vestiti a cipolla, giacca e materiale per stare in rifugio), scarpe da trekking, casco, imbrago, kit ferrata, scarpe da arrampicata ( facoltativo), se in possesso portare il materiale da arrampicata.

Per chi non possiede il materiale verrà fornito dall’organizzazione. 

 

 

 

 

 

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Corsi di Arrampicata

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Un corso ad hoc

max 2 persone

 

Il passo Volaia rappresenta una meta ideale per gli appassionati dell’arrampicata. Nei dintorni del rifugio vi sono infatti numerose salite attrezzate di varie difficoltà.


 

 

Obiettivo del corso é quello di sviluppare ulteriormente, rispetto ad un corso base, le abilità arrampicatorie e le tecniche che sono finalizzate alla sicurezza nella progressione della cordata. Lo scopo è di accompagnare l’allievo attraverso un percorso di formazione che al suo termine gli permetta di affrontare in sicurezza e da primo di cordata, monotiri e itinerari a più tiri in ambiente di falesia.

 


 

il corso si svolge in due giornate:

1° giorno: scalata in falesia e ripasso delle tecniche e delle manovre

2° giorno: scalata su vie a più tiri.

 

 

info e prenotazioni: info.lambertenghi@gmail.com

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I collaboratori

Per il concretizzarsi di un sogno fondamentale è l’appoggio di amici nonché persone fidate e competenti. Ci teniamo a presentarvele…

 

pierpaoloPierpaolo Pedrini, abito a Gemona del Friuliai piedi delle prealpi Giulieposizione che mi permette di avere tutte le mie passioni a portata di mano: la montagna per l’alpinismo, palestre di roccia per arrampicare, splendide forre per fare torrentismo (canyoning). Nel mio percorso alpinistico ho cercato di ripercorrere le vie dei grandi che hanno segnato la storia dell’alpinismo, come la Cassin alla torre Trieste, Gogna in Marmolada, Philip-Flamm in Civetta, Bonatti al Capucin. La curiosità mi ha invece portato a conoscere molte montagne in tutto l’arco alpino in tutte le stagioni. L’appetito vien mangiando dicono, ho deciso quindi di frequentare il corso per guida alpina per provare a vivere facendo la cosa che più mi appassiona. Sono Guida Alpina dal 1998, e da allora è la mia professione. L’entusiasmo e la passione per la montagna sono aumentate, ed è per me una soddisfazione quando riesco a trasmetterle alle persone che accompagno. 

 

 

 

mollyMolli Coradazzi Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, con la passione per la fotografia. Lavora al Ricamificio di Forni di Sopra, originale e dinamica: monta, smonta, decora e all’occorrenza danza sulle punte…ma non chiedetele di essere ordinata.

 

 

 

 

 

 

 

 

saraSara Dorotea, laureata in Scienze Motorie presso l’Università di Udine  Dipartimento di Medicina e Chirurgia  ha conseguito il brevetto d’Istruttore di Pilates presso la Federazione Italiana Fitness, intraprende il percorso di Osteopata D.O. presso la Physiolife e conclude il percorso con il riconoscimento estero BELSO (Belgian School of Osteopathy); si specializza in Terapia CranioSacrale presso l’Academy di Trieste e in Miofasciale -Viscerale presso la stessa sede. Nel 2014 riceve il diploma di Yoga Instructor presso Akasha Yoga Academy in Thailandia.

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La sala da pranzo

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La sala da pranzo, calda e confortevole, è situata al primo piano e dispone di novanta posti a sedere e di un piano bar con vetrina espositiva per i dolci.

Nelle giornate più calde e poco ventilate è possibile pranzare fuori sul terrazzo adiacente alla sala oppure concedersi un attimo di relax sulle sdraio.

 

 

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Il bar

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Entrando in rifugio si accede al bar e alla saletta ad esso adiacente. Il fuoco della stufa sempre scoppiettante vi regalerà il suo tepore garantendovi conforto e ospitalità.

Per chi si concede solo un semplice caffè c’è anche la possibilità di sedersi direttamente al banco.

Un suggerimento per i visitatori: concedetevi il tempo di contemplare le fotografie storiche del rifugio e del paese di Forni Avoltri gentilmente donateci dalla nipote del fotografo Gino Del Fabbro.

 

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I gestori

Ci presentiamo…

Siamo tre amici amanti della montagna e del nostro territorio in cui crediamo fermamente.

Il nostro sogno di gestire un rifugio è nato dall’incontro di sogni diversi: voglia di riscatto, amore per la montagna e per i suoi avventurieri, desiderio di cambiamento e avventura.

L’obiettivo è però comune e consiste nella voglia di rilanciare questo piccolo scrigno di verde e roccia chiamato „Carnia“.

Vorremmo contribuire, nel nostro piccolo, a sostenere l’economia locale e a far conoscere questi paesaggi che sanno essere incantati a chi non li ha mai visti e farli invece riscoprire a quanti ci vivono e ,magari per abitudine, non riescono più ad apprezzarli.

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Le camere

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Il rifugio dispone di svariate camere luminose e accoglienti e di un camerata situata nel sottotetto. In ogni stanza potrete trovare cuscini e coperte. Per pernottare è però indispensabile munirsi di sacco lenzuolo o sacco a pelo. In alternativa vi verranno forniti dei sacchi lenzuolo usa e getta al costo di 5€.

La disposizione dei posti letto è la seguente:

 

  • 1 camera matrimoniale
  • 2 camere a 4 posti letto a castello
  • 2 camere a 6 posti letto (due bassi + 4 a castello)
  • 1 camera a 6 posti letto (2 bassi + 4 a castello)
  • 1 camerata da 11 posti letto(3 bassi + 8 a castello)
  • 1 camerata da 11 posti letto(1 basso + 10 a castello)
  • 1 camerata da 14 posti letto (2 bassi + 12 a castello)
  • 1 camerate da 30 posti letto a castello
    per un totale di 94 posti letto.

 

I servizi igienici si trovano ad ogni piano.

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Il rifugio

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Situato al Passo Volaia, sul confine con l’Austria, terra di aspri combattimenti durante la prima guerra mondiale, è diventato ora una delle mète più frequentate della montagna friulana.

Venne costruito nel 1935 con la ristrutturazione di un edificio militare della prima guerra mondiale da parte di Del Regno Antonio, persona intraprendente che aveva capito che per lo sviluppo turistico della zona serviva un posto di ristoro per gli escursionisti.
Alla sua morte gli eredi continuarono a gestire la struttura, fino alla fine degli anni 70, quando la cedettero al Comune di Forni Avoltri. Con i contributi regionali, il Comune ha provveduto all’ammodernamento dell’edificio e la nuova struttura venne inaugurata il 26 settembre 1982.
Negli anni successivi  ha subito ulteriori ammodernamenti ed oltre al gruppo elettrogeno dispone anche di un generatore eolico che provvede ad integrare la produzione di energia elettrica necessaria al funzionamento della struttura.

 


Immersi in un ambiente maestoso, in un crocevia di sentieri e punto strategico per la Traversata Carnica e la Karnischer Höhenweg, KHW 403. Se siete amanti della natura e della tranquillità il rifugio Lambertenghi è il posto giusto per voi.



Una teleferica permette il trasporto di materiale fino al Rifugio. La partenza della teleferica è situata nei pressi del parcheggio situato al Rifugio Tolazzi, raggiungibile anche con pullman di 12 metri. Il Rifugio è dedicato al Tenente R. Lambertenghi, caduto nel giugno 1915 nel corso di un’azione per la conquista del Passo Volaia ed al Tenente Romanin. E‘ base di partenza per le escursioni più impegnative sul gruppo montuoso del Cogliàns che è il più elevato del Friuli Venezia Giulia. Un soggiorno di una sola notte non basta ad appagare la miriade di escursioni possibili.
Per gli alpinisti più esperti, la salita dal versante nord (ferrata) al monte Cogliàns è la più classica, ma anche la salita ai Monti Capolago, Canale, Sasso Nero ed alla nord della Chianevate non sono da lasciar perdere.

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Chi siamo

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Ci presentiamo…

Siamo tre amici amanti della montagna e del nostro territorio in cui crediamo fermamente.

Il nostro sogno di gestire un rifugio è nato dall’incontro di sogni diversi: voglia di riscatto, amore per la montagna e per i suoi avventurieri, desiderio di cambiamento e avventura.

L’obiettivo è però comune e consiste nella voglia di rilanciare questo piccolo scrigno di verde e roccia chiamato „Carnia“.

Vorremmo contribuire, nel nostro piccolo, a sostenere l’economia locale e a far conoscere questi paesaggi che sanno essere incantati a chi non li ha mai visti e farli invece riscoprire a quanti ci vivono e, magari per abitudine, non riescono più ad apprezzarli.

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Pagina di esempio.

Questa è una pagina di esempio. Differisce da un articolo di blog per rimane in un solo posto ed appare nel menu di navigazione del sito (questo nella maggior parte dei temi). Molte persone iniziano con una pagina di Info che li introduce ai potenziali visitatori del sito. Tale pagina potrebbe contenere un testo del tipo:

Salve! Sono un pony express di giorno, un aspirante attore di notte e questo è il mio blog. Vivo a Los Angeles, ho un gran bel cane di nome Jack e mi piace la piña coladas. (E infradiciarmi sotto la pioggia.)

…o cose di questo genere:

La XYZ Doohickey Company è stata fondata nel 1971, e ha fornito doohickeys di qualità al pubblico fin d’allora. Si trova a Gotham City, XYZ impiega oltre 2,000 persone e produce ogni genere di cose impressionanti per la comunità di Gotham.

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Rifugio Lambertenghi Romanin